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Narrativa e letteratura araba

Blog personale di Federica Pistono

Dalla Siria, due romanzi-testimonianza di Samar Yazbek

Due libri di una scrittrice siriana che, a mio parere, dovrebbero essere tradotti, per consentire al pubblico dei lettori italiani di farsi un’idea più precisa di quella che è stata in origine, ed è poi divenuta in seguito, la rivoluzione siriana: تقاطع النيران ( Fuoco incrociato) e بوابات ارض العدام  ( appena tradotto in inglese da Rider Books con il titolo Crossing). Il primo romanzo, pubblicato nel 2012, tradotto in inglese  con il titolo “A woman in Crossfire” e in francese con il titolo di “Feux croises”costituisce un diario preciso, dettagliato e personale dei primi cinque mesi della rivolta popolare esplosa in Siria nel marzo del 2011, redatto da una delle più note scrittrici e intellettuali siriane.

Damasco, piazza al- Marja, aprile 2011: Samar Yazbek è accanto a un uomo, venuto a chiedere la imageimageliberazione della propria moglie. Ha appena  il tempo di scambiare qualche parola con la scrittrice e subito viene arreimagestato, con uno dei
due figlioletti, dagli uomini del presidente Assad.
Capitolo dopo capitolo, sfilano le storie raccontate dai testimoni o dagli autori della rivoluzione: i primi sit-in di protesta, la violenza della repressione, le manipolazioni ordite dai servizi di sicurezza, le voci diffuse nelle città e nei villaggi per fomentare l’odio tra Alawiti e Sunniti.
Il diario attira sull’autrice le persecuzioni del regime. Più volte arrestata, le autorità la obbligano a visitare le carceri dove sono rinchiusi i ribelli, a constatare personalmente gli orrori della tortura.
La sua attività espone la scrittrice a diversi sguardi, tutti ostili: come donna, è bersaglio del furore dei fondamentalisti islamici, anch’essi oppositori del regime; come alawita, la stessa cui appartiene il presidente Assad, è guardata con diffidenza dalla maggioranza sunnita; come intellettuale, ha tradito i suoi vecchi colleghi fedeli al regime.

Il viaggio nella barbarie, che l’autrice ci propone, non intende solleticare il nostro voyeurismo, ma indurci a interrogarci sulla nostra violenza, sulla nostra barbarie interiore, facendo appello alla nostra umanità.

Questo libro è un diario, redatto con il rigore documentario che è alla base di ogni inchiesta giornalistica.

L’opera testimonia un importante cambiamento di rotta della scrittrice: dopo aver scritto diversi romanzi di successo, due dei quali tradotti anche in italiano, la Yazbek decide di lasciare la narrativa per dedicarsi a un altro genere letterario, il diario.

Se, da un lato, il libro sottolinea la situazione scomoda di un’intellettuale impegnata, ci mostra, dall’altro, la lotta di una donna sola, combattuta tra la volontà di documentare la rivoluzione in atto nel proprio paese e l’imperativo di portare in salvo la propria figlia, all’estero.

Quella tra la madre e la testimone è l’unica tensione che solca il testo. La scelta tra narrativa e testimonianza, invece, sembra maturata senza rimpianti, precipitata dagli avvenimenti, vissuta come l’unica strada possibile. La Yazbek si mette al servizio della rivoluzione, si impegna a far arrivare all’estero la voce degli insorti: gli stralci del suo diario, fin dall’aprile 2011, appaiono sulla stampa italiana, francese e anglosassone.

Sarà perseguitata per questo, fino quando, nel luglio 2011, sarà costretta a rifugiarsi in Francia con la figlia.
Nel secondo libro, Crossing, l’autrice racconta di come, nell’agosto 2012, sia tornata clandestinamente in Siria, attraversando a piedi il confine turco. All’interno del Paese, la scrittrice ha visitato diverse aree “liberate” dal controllo governativo, dove ha documentato vicende di persone e di intere famiglie travolte dalla guerra, che dura ormai da quattro anni.

Pur sotto forma di romanzo, il libro e’, come il precedente, di cui costituisce la naturale continuazione, una testimonianza diretta della realtà siriana, offrendo un’immagine nitida e lucida di un Paese meraviglioso e complesso, dal punto di vista etnico, religioso e politico.

Mi domando se e quando un editore italiano si deciderà a pubblicare due testi così attuali e importanti ai fini della comprensione della complessa situazione siriana, dalle origini al momento attuale.

Muhsin Al-Ramli – Cugini, Addio – traduzione dall’arabo e nota introduttiva di Federica Pistono

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Muhsin Al-Ramli – Cugini, Addio

traduzione dall’arabo e nota introduttiva di Federica Pistono

Cicorivolta edizioni

Cugini, addio Cugini, addio

in copertina, illustrazione gentilmente concessa dall’autore

Il romanzo racconta come l’esistenza semplice e serena della piccola comunità, con i suoi vizi e le sue virtù, con le sue tradizioni, le sue leggende, le sue credenze, venga dilacerata e sconvolta dalle esperienze della dittatura e della guerra, perdendo per sempre le proprie caratteristiche originarie.

(Federica Pistono)

http://narrativaaraba.com/
https://federicapistono.com/

Si tratta di un breve romanzo autobiografico che ricostruisce, attraverso il prisma dell’esilio e della nostalgia, un affresco dell’Iraq sotto la dittatura di Saddam Hussein, descritta attraverso le vicende di una famiglia contadina che vive in un villaggio rurale sulle rive del Tigri. Il libro ci consegna dunque uno spaccato della vita di un piccolo borgo iracheno nell’ultimo trentennio del Novecento.

Nota del traduttore

Federica Pistono Federica Pistono

Il romanzo è stato pubblicato inizialmente in arabo nel 2000…

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Dita di datteri. Di Muhsin Al Ramli

imageDita di datteri , di Muhsin Al Ramli, Cicorivolta Edizioni, 2014, traduzione dall’arabo di Federica Pistono.

Mi sono sempre chiesta, e ancora mi chiedo, perché in Italia si traduca poca, pochissima letteratura irachena. Eppure dall’Iraq arrivano libri bellissimi. Come questo romanzo di Muhsin Al Ramli, che potrebbe essere definito un romanzo dell’esilio.

Il protagonista è infatti un giovane iracheno che, costretto a lasciare la patria per sfuggire alla dittatura di Saddam Hussein e alla guerra, emigra in Spagna e comincia una nuova vita, lasciandosi alle spalle il paese natio, arabo e musulmano, per approdare a Madrid, capitale di uno Stato europeo e cattolico. Selim, questo il nome del protagonista, conduce a Madrid la vita vuota e noiosa dell’immigrato, lavorando come autista di un furgone che distribuisce giornali. La sua esistenza di sradicato si dipana ogni giorno tra il lavoro è il piccolo appartamento solitario, dove solo alcune vecchie foto del paese natio gli offrono qualche conforto.

Selim è nato e cresciuto in una una famiglia patriarcale rigorosamente conservatrice, dominata dall’autorità e dal pugno di ferro del nonno, che ha educato figli e nipoti al rigido rispetto della tradizione islamica e, al tempo stesso, alla costante opposizione al regime di Saddam.
I ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza nel villaggio natio, nei pressi di Tikrit, sulle rive del fiume Tigri, accompagnano Selim giorno e notte, riemergendo nei sogni del giovane, che rivede i volti dei genitori, del nonno, dei fratelli, delle sorelle e, soprattutto, dell’adorata cugina Alia, suo primo e unico amore, annegata nel Tigri.
Il romanzo si snoda, dunque, lungo due binari: c’è il presente, che si svolge a Madrid, e il passato, incastonato in Iraq, rievocato poco a poco con la tecnica del flash-back, con la storia del villaggio utopico fondato dal nonno e dominato dalla sua autorità, al di là delle leggi del regime. La ribellione alle regole ha, però, trasformato la vita della famiglia in un incubo, costringendo padre e figlio all’esilio, l’uno all’insaputa dell’altro.

Un giorno, il destino attende al varco Selim, cambiandogli completamente la vita: in una discoteca di Madrid, per caso, il giovane incontra il proprio padre, Nuah, che credeva ancora in Iraq. Nuah è cambiato, è irriconoscibile: l’iracheno severo, tradizionalista, rigidamente osservante, si è trasformato in un personaggio bizzarro, che sfoggia capelli tinti, indossa abiti stravaganti, porta addirittura più di un orecchino, gestisce una discoteca nel centro di Madrid.

A Madrid, Nuah si è rifatto una vita: ha aperto la discoteca, vive con la compagna spagnola Rosa.
Salim lascia il proprio lavoro e inizia a collaborare con il padre. Conosce Fatima, una giovane cameriera marocchina, della quale, poco a poco, si innamora, pur nella consapevolezza di non poter dimenticare Alia.
Proprio quando la vita di Selim sembra aver preso una piega favorevole, grazie all’incontro con il padre, al nuovo impiego e all’amore di Fatima, sul giovane si abbatte una tempesta: Nuah gli rivela che la propria presenza in Spagna non è casuale. Nuah infatti è a Madrid per vendicarsi dell’uomo che ha distrutto la sua famiglia, l’antico molestatore di sua figlia, oggi divenuto un importante diplomatico all’Ambasciata irachena a Madrid. Nuah deve compiere il suo giuramento, pronunciato sul Corano, davanti al proprio padre, e attende l’occasione adatta per eseguire il suo piano di vendetta.
Inorridito, Selim cerca di dissuadere il padre, ma l’uomo reagisce con estrema durezza e, tra i due, scoppia una violenta lite.
Solo con la mediazione di Rosa, la compagna di Nuah, e di Fatima, la fidanzata di Selim, padre e figlio giungono a una riconciliazione e Nuah sembra accettare la proposta del figlio di rinunciare all’insensata vendetta.
Tornata la pace, Fatima e Selim annunciano la propria decisione di sposarsi. Ma anche la coppia più anziana ha in serbo una sorpresa: Nuah e Rosa intendono infatti trasferirsi in Germania, paese molto amato da Rosa, che colà possiede una casa. I due vogliono lasciare la discoteca e l’appartamento madrileno alla coppia più giovane.
Tutto sembrerebbe avviarsi verso un lieto fine ma, tre giorni dopo la partenza del padre, Selim scopre che il diplomatico iracheno, nemico di suo padre, è stato appena trasferito a Berlino.

Un romanzo che ci propone, dunque, diverse tematiche: non solo quella dell’esilio, con il suo inevitabile portato di nostalgia e di rimpianti, ma anche quella di uno scontro generazione molto duro, quello tra padre e figlio: mentre il giovane ha ormai acquisito una coscienza nuova, alimentata anche dalle categorie di pensiero occidentali, l’anziano è ancora indissolubilmente legato all’universo della propria giovinezza. Con l’oscuro proposito di vendetta, l’uomo rischia di compromettere la nuova vita che si è faticosamente costruito in Europa. Mentre il figlio riesce a lasciarsi il passato dietro le spalle e ad attingere finalmente alla serenità, questo è impossibile per il padre, inseguito da un incubo tenebroso che dall’Iraq lo raggiunge fino in Spagna.

il romanzo è quindi estremamente attuale, affrontando il tema della migrazione, dell’esilio, della necessità, per il migrante, di dover amputare una parte del proprio io, della propria tavola di valori, del proprio modo di sentire, per far posto alle categorie di pensiero e alla morale del paese ospitante. Chi non riesce ad adeguarsi è perduto.

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A cura di Federica Pistono
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L’altra cosa (Chi ha ucciso Layla al-Hayk?). Un magistrale Ghassan Kanafani presentato in traduzione italiana per la prima volta in assoluto da Cicorivolta edizioni nella traduzione di Federica Pistono – recensione di Iannozzi Giuseppe

L’altra cosa (Chi ha ucciso Layla al-Hayk?). Un magistrale Ghassan Kanafani presentato in traduzione italiana per la prima volta in assoluto da Cicorivolta edizioni nella traduzione di Federica Pistono – recensione di Iannozzi Giuseppe.

Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Primavera nella cenere

Zakaryya Tamer

(traduzione dall’arabo di Federica Pistono)

PRIMAVERA NELLA CENERE E ALTRI RACCONTIin copertina, illustrazione originale di Ilaria Grimaldi
(www.ilariagrimaldi.it)

Questi racconti sono tutti ambientati a Damasco, città magica e affascinante: i suoi vicoli, pieni di vita di giorno, luoghi di avventure misteriose di notte, sono continuamente descritti nelle storie di Tamer, che trasporta il lettore in un mondo incantato, ancora estraneo ai grandi flussi turistici.

Se Tamer è indubbiamente figlio del suo paese ed espressione della cultura siriana, il messaggio che ci trasmette è universale, al di là di distinzioni di nazionalità e religione.

(Federica Pistono)

dalla Nota introduttiva di Federica Pistono

(…)

Questo libro, composto di storie tratte da raccolte diverse, si articola in due sezioni, differenti per le tematiche trattate, ma anche per la lingua e lo stile.

La prima sezione comprende racconti tratti, per lo più, dalle raccolte Primavera nella cenere, del 1963 e…

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Iannozzi Giuseppe - scrittore e giornalista

Ghassan Kanafani
L’innamorato

Cicorivolta edizioni

In copertina, illustrazione originale di Ilaria Grimaldi (www.ilariagrimaldi.it)

Cicorivolta edizioniL’opera, pubblicata per la prima volta dopo l’assassinio di Kanafani, sulla rivista Shu’un alastiniya (Affari palestinesi), è stata composta poco prima dell’omicidio dell’Autore e, pertanto, è incompiuta. Si compone di quelli che lo stesso Kanafani definisce tre romanzi brevi: L’Innamorato, Susine di aprile e Il cieco e il sordo.

Questa è la prima edizione in lingua italiana.

L’Innamorato, è la storia di un giovane in fuga con la sua puledra: nel passato del protagonista si nasconde un crimine misterioso, oscuro, che lo spinge a fuggire e a rifugiarsi in luoghi sempre diversi, incalzato dal suo irriducibile avversario e inseguitore, il capitano Balak.

Susine di aprile, è una storia di guerra e di resistenza, ambientata in Palestina all’inizio degli anni ’70. Dopo uno scontro a fuoco tra soldati israeliani e Fida’in, il padre di…

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